Ricostruzione spettacolo Alceste

Allo stato attuale delle ricerche non ci sono pervenute registrazioni sonore o di immagini in movimento degli spettacoli del Teatro di Torino.

Nel documento audiovisivo qui contenuto si è tuttavia tentato di dare un'idea di quale aspetto visivo e sonoro potesse avere una delle serate del teatro, attraverso una ricostruzione in certo senso filologica, servendosi del disegno virtuale, un modo efficace per incrociare fra loro le informazioni spaziali e geometriche di un oggetto, al fine di implementarle in un modello bidimensionale o tridimensionale immediatamente comprensibile.

Lo spettacolo scelto per questo esperimento è Alceste, opera con musica di Christoph Willibald Gluck. Per la messinscena del Teatro di Torino il direttore d'orchestra Vittorio Gui si basò sulla musica della seconda versione dell'opera di Gluck, andata in scena a Parigi nel 1776, nell'edizione musicale Ricordi, che riprendeva la musica dell'Alceste francese ma traducendone il testo in italiano. Gui inoltre apportò diversi tagli e modifiche al materiale, illustrati dettagliatamente in uno scritto contemporaneo. Il saggio contenuto all'interno del volume ricostruisce passo passo gli interventi del direttore d'orchestra.

È inoltre nota la scenografia, realizzata da Luigi Bosio e Francesco Sartorio su bozzetti disegnati da Gigi Chessa, documentata da riproduzioni e da fotografie di scena scattate durante le prove generali dello spettacolo dallo studio torinese Canonica, pubblicate sui periodici dell'epoca e impiegate nella presente ricostruzione. Oltre alla concezione delle scene, Chessa realizzò anche i bozzetti dei costumi, che servirono a Nino Lanza per realizzarli concretamente.

Alceste andò in scena al Teatro di Torino il 12, 13, 14, 19 e 22 maggio 1926. Non essendosi conservate incisioni fonografiche di questo allestimento, ci si è rifatti ad una incisione dell'Alceste di Gluck proveniente da un riallestimento voluto dal medesimo Vittorio Gui nel 1966 al Teatro Comunale di Firenze, poi replicato nel 1967 al Teatro dell'Opera di Roma. Di questo allestimento, sebbene con un altro cast vocale e con un'altra orchestra, tuttavia è disponibile un'incisione: in questo caso Gui si basò sulla prima versione dell'Alceste (Vienna, 1767) operando nuovi tagli e modifiche.

Nella nostra ricostruzione virtuale ci si è serviti di passaggi musicali della versione del 1966-1967, collegandoli alle immagini — scene e costumi — della versione di Torino del 1926. Nella ricostruzione è stata seguita la drammaturgia della versione eseguita a Torino del 1926, segnalando eventualmente laddove la drammaturgia della versione incisa del 1967 si differenzia sensibilmente.

 

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