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Una moderna odissea: il concorso notarile

Il dottor Lorenzo Bigiotto, 34 anni, notaio in Torino, ripercorre per Comma il percorso per diventare notaio, con uno sguardo sull'attualità di questo "mestiere".

notaio-bigiottoIniziamo da una domanda apparentemente banale: perché il notaio è così importante nella società italiana? Qual è esattamente il suo ruolo?
Nella nostra società il notaio è il garante della legalità. Atti quali la redazione di un testamento, l'acquisto di un immobile o la costituzione di una società possono generare conseguenze molto gravi a livello economico per i soggetti interessati: il notaio è la figura legittimata dallo Stato a controllare che queste operazioni si svolgano nelle più assolute legalità e trasparenza.
L'illustre giurista Carnelutti affermava:"Tanto più notaio, tanto meno giudice".
Il notaio, infatti, evita col suo lavoro il ricorso alla giustizia civile.
A differenza del notaio di tipo "latino", il "public notary" anglosassone detiene molte meno competenze: corre perciò il rischio di accollare incombenze al sistema giudiziario nel caso in cui un atto venga stipulato in un modo sbagliato o non trasparente.

Per quale ragione ha deciso di studiare per diventare notaio? C'è stato un preciso momento nel quale ha capito che quella sarebbe stata la strada giusta?
Tutto cominciò durante l'ultimo anno di università, quel periodo della vita in cui ognuno di noi inizia seriamente a pensare a cosa farà da grande.
Ai tempi ero decisamente orientato verso l'avvocatura, avevo persino già trovato uno studio dove svolgere la pratica forense.
Un giorno accompagnai per caso i miei genitori dal notaio per la stipula di una compravendita. Non ero mai stato prima di allora in uno studio notarile, e rimasi immediatamente colpito da quella figura, un libero professionista che era al tempo stesso pubblico ufficiale e garante della legalità.
Al termine dell'atto ci fermammo a parlare col notaio, durante la conversazione gli feci moltissime domande sul suo lavoro, dicendogli che stavo frequentando l'ultimo anno di giurisprudenza e che avrei voluto diventare avvocato. Mi chiese se avessi mai preso in considerazione l'idea di intraprendere la carriera notarile dato l'entusiasmo che avevo dimostrato in quella mezz'ora per la professione.
Ero spiazzato, non sapevo cosa rispondere. Mi lasciò il suo numero di telefono e mi disse che se avessi voluto saperne di più, sarebbe stato disponibile ad incontrarmi nuovamente.
Quella sera tornai a casa ed iniziai ad informarmi su questo nuovo mondo che mi si era aperto all'improvviso. Ricordo che rimasi su internet fino a notte fonda. La mattina seguente lo chiamai e fissai un appuntamento.
Quando lo incontrai mi raccontò che dopo la laurea si era trasferito a Roma, di quanto fosse stato difficile sacrificare svariati anni in nome di un risultato apparentemente irraggiungibile e di come tanti suoi amici si erano persi per strada non raggiungendo l'obiettivo. Mi disse che anche nei momenti più bui non aveva mai perso la speranza e che alla fine tanta dedizione e sacrificio erano stati premiati.
Mentre mi mostrava fiero i tanti testi da cui aveva studiato ne aprì uno e nella prima pagina insieme al suo nome e cognome vidi la scritta "Roma, 1985". La guardò con aria sognante e mi disse che, nonostante gli sforzi fatti, era stato il periodo più bello della sua vita.
Quel giorno uscii dallo studio con una certezza: avrei tentato, con tutta la determinazione di cui ero capace, di diventare un notaio.

Quanto tempo ha impiegato per vincere il concorso notarile?
La mia esperienza concorsuale è stata quanto mai singolare. Dopo la laurea, volevo svolgere una pratica notarile effettiva. Purtroppo, all'uscita del bando, mancavano due settimane al termine del praticantato e così non potei partecipare al mio primo concorso. Col senno di poi probabilmente quel concorso non l'avrei mai passato ma la delusione, al momento, fu comunque tanta.
Dopo l'estate partii per Roma, per quella che è stata finora la più grande avventura della mia vita. Nel frattempo decisi di provare ugualmente l'esame di avvocato per tenermi aperta una via di uscita.
Lo superai al primo tentativo. Sfortunatamente però, le date degli orali coincisero con quelle della prova preselettiva del concorso notarile. Scelsi di proseguire gli studi per sostenere l'esame orale di avvocato, perdendo così l'opportunità di partecipare al mio secondo concorso. Fu durissima riprendersi da quell'ennesimo scherzo del destino. Ero ad un bivio della mia vita: continuare a studiare per raggiungere il mio sogno oppure dedicarmi alla professione forense?
Scelsi la prima alternativa. Tuttavia gli anni passavano e avevo la sensazione di girare a vuoto. Trascorrevo intere settimane - sabato compreso - a studiare in biblioteca e mi sembrava di non vedere mai la fine del tunnel.
Finalmente uscì un altro bando. Nonostante mi fossi laureato all'età di 25 anni, mi sedetti per la prima volta ad un concorso notarile sei anni dopo. Mi sentivo "vecchio" e stanco e al tempo stesso privo di esperienza. Una sensazione per nulla piacevole. Si trattava del concorso di ottobre 2010, poi annullato il giorno della terza prova.
L'anno seguente ci ho riprovato e finalmente sono riuscito a consegnare per la prima volta i miei elaborati. Nell'attesa dei risultati, ho sostenuto e superato un altro concorso da notaio. Poi è arrivato il grande giorno. Era il 7 giugno 2012 quando ho ricevuto la telefonata che ogni aspirante notaio aspetta di ricevere. Avevo superato gli scritti. La vita è strana, in un solo attimo ti ripaga per anni di fatiche e all'improvviso ci si lascia alle spalle un inferno durato sette anni come se non fosse mai esistito.
L'anno successivo mi è arrivata per la seconda volta quella telefonata. Ho superato anche gli scritti del secondo concorso notarile. Deciso a chiudere un ciclo della mia vita, sono tornato in via Arenula, dopo un altro periodo di studio intenso, e ho sostenuto nuovamente gli orali, diventando.. bis notaio.

Quali sono stati gli aspetti positivi e quelli negativi dell'esperienza concorsuale?
Le lungaggini della procedura d'esame hanno rappresentato l'ostacolo più duro da superare. Gli anni passavano e inevitabilmente mi domandavo se stessi facendo la cosa giusta.
Mi sono chiesto mille volte, senza trovare una risposta chiara, cosa avrei fatto della mia vita nel caso in cui non fossi riuscito a superare il concorso.
Mi sono trovato in tante circostanze in imbarazzo a dover dire che a trent'anni passati studiavo ancora per superare il concorso notarile. Chiunque non faccia parte di questo mondo non immagina nemmeno lontanamente quali siano le privazioni e i sacrifici necessari per raggiungere l'obiettivo.
Di positivo ricordo e ricorderò sempre le amicizie fortissime che sono nate in questo periodo. Alcuni dei miei compagni di studio sono diventati per me una seconda famiglia. Abbiamo sofferto insieme, abbiamo condiviso quotidianamente le nostre frustrazioni e i nostri sogni, ma alla fine ce l'abbiamo fatta.

Quali sono le maggiori difficoltà che affronta oggi un aspirante notaio?
Superare il concorso notarile oggi è una delle cose più difficili che si possano immaginare.
E' necessario mantenere vive le proprie motivazioni per anni, in totale assenza di gratificazioni immediate. L'entusiasmo iniziale va via via scemando, lasciando il posto ad inquietanti interrogativi sul futuro e sulla riuscita dell'impresa. Solo chi è dotato di una forza di volontà fuori dal comune può farcela.
Inoltre la conoscenza quasi enciclopedica del diritto civile e commerciale, pur necessaria, non è purtroppo sufficiente. L'apprendimento della normativa e della relativa dottrina e giurisprudenza rappresenta una delle conquiste più "facili" da raggiungere durante la preparazione. E, a parer mio, non è idonea a distinguere un vincitore da un non vincitore.
Occorre piuttosto trovare un giusto equilibrio tra attività di studio e applicazione pratica. Essere dei grandi teorici del diritto può aiutare a vincere un dottorato di ricerca ma non a superare il concorso in mancanza di una adeguata capacità redazionale.

Ha dei consigli per i giovani aspiranti notai?
Non penso esista una ricetta universale per superare il concorso. Ho conosciuto decine di vincitori ed ognuno ha la sua storia personale. Tutti però sono accomunati dal fatto di non aver mai mollato.
Se dovessi tornare indietro mi concentrerei di più fin da subito sull'aspetto tecnico-pratico, dando precedenza al profilo redazionale. Pur non tralasciando lo studio teorico, ritengo sia fondamentale stendere almeno due o tre atti a settimana per non perdere l'allenamento.
E' essenziale curare la stesura della parte pratica in maniera quasi maniacale e imparare ad essere rapidi ed essenziali.
A volte un piccolo errore di distrazione può compromettere l'esito di una prova perfetta. Come suole dire il mio Maestro, il notaio Luca Palazzi, che non smetterò mai di ringraziare per i suoi insegnamenti, dovete essere semplici come una colomba ma prudenti come un serpente.

Il mondo dei notai soffre oggi di contraddizioni?
Il notaio patisce le stesse fatiche del comune cittadino, che derivano dalla burocrazia. Un piccolo ma significativo esempio riguarda il resoconto che noi notai inviamo a fini statistici all'ISTAT sugli atti che stipuliamo: non possiamo servirci né della posta elettronica né di quella cartacea, ma siamo tenuti a inserire i dati in un floppy disk, che è un supporto ormai in fase di estinzione, e che quindi genera difficoltà sia in fase di reperimento che in fase di utilizzo.
Un altro aspetto che potrebbe far sorridere l'utilizzo di termini desueti nelle nostre carte, oppure il sigillo notarile su cui compare con il patronimico del notaio stesso.

A seguito del decreto Bersani sulle liberalizzazioni, sono state abolite le tariffe minime per i liberi professionisti. Qual è la Sua opinione?
Il nocciolo della questione dell'abolizione delle tariffe sta nella qualità del lavoro che noi liberi professionisti svolgiamo: chiaramente, se si crea un gioco al ribasso fra colleghi, le tariffe toccheranno i minimi storici, ma sarà inevitabile una minore cura del cliente. Il rischio è maggiore se parliamo dei notai: essendo non solo liberi professionisti, ma anche e soprattutto pubblici ufficiali, si rischia di far cadere la terzietà e il decoro di quella che è di fatto un'emanazione dello Stato.
Inoltre non è togliendo competenze al notaio che si favorisce il cittadino: le tariffe rimangono pressoché invariate - come ha dimostrato l'assegnazione alle agenzie automobilistiche dell'accertamento dei passaggi di proprietà delle auto - ma le garanzie e le capacità di chi ci si trova di fronte sono notevolmente differenti. Da un lato, un professionista del diritto, dall'altro un soggetto che non può vantare le stesse competenze: è un enorme rischio di aumento di truffe ai danni del cittadino, come mostrano le statistiche del mondo anglosassone.

Vincenzo Ferrara*

Il dott. Vincenzo Ferrara, dopo la Laurea magistrale in Giurisprudenza a Torino con una tesi sulla Corte dei Conti dell'Unione Europea, si è trasferito a Mosca. Dal 2007 lavora come consulente per le imprese italiane che operano nei Paesi dell'ex Unione Sovietica e come insegnante di lingue inglese e italiana.
Non ha mai perso i legami con il suo Ateneo: come alumnus ha accettato con entusiasmo di scrivere per Comma alcuni articoli che offrano agli studenti uno sguardo sull'attuale mondo del lavoro all'estero, che si presenta da un lato incerto e caotico, dall'altro entusiasmante e dinamico.