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Perché da Oxford (e Londra) si viene a studiare al CLE: un racconto in prima persona

oxfordHi all! Scusatemi, sono inglese ed è molto difficile iniziare un articolo in italiano. Sono uno studente Erasmus a Torino, provengo dal Regno Unito e, in particolare, dall’Università di Oxford.

Ipotizzo già la prima domanda. “Perché l’Italia? E perché Torino?” Onestamente, la risposta è strana. A scuola ho studiato l’italiano e l’anno di Erasmus mi offre una buona opportunità di migliorare la conoscenza della lingua.
“Ma perché Torino? “ mi chiederete ancora.  La ragione è che sono di Londra e amo le città, però non volevo trovarmi ad abitare in qualche metropoli troppo grande o caotica come Roma o Milano. Mi interessava una città dove sarebbe stato facile scoprire locali speciali e incontrare nuove persone (dopotutto è l’anno di Erasmus, no?!).

Sono arrivato a Torino senza conoscere nessuno,  senza sapere come funzionano i trasporti: insomma, non sapevo niente della città (neanche che qui hanno  sede squadre come la Juventus o il Torino! Perdonatemi). Ciò nonostante, tutto mi è sembrato interessante e nuovo. Per esempio, tante persone qui a Torino possiedono un cane, un po’ come nel mio Paese. Insomma,  è stata un’esperienza meravigliosa scoprire, sin dal mio arrivo,  le differenze e le somiglianze  fra il Regno Unito e l’Italia: ad es. , qui il cibo e il vino sono deliziosi e la bellezza naturale della Regione è favolosa. E non credo di utilizzare aggettivi troppo elogiativi, in fondo sono inglese e amo l’understatement.

Però, come accade all’inizio dei Corsi all’università, anche nel Regno Unito, è stato molto difficile incontrare nuove persone e capire come muoversi attraverso la città. I trasporti non funzionano durante tutta la notte (come a Londra) nè mi è stato chiaro a quali incontri Erasmus prender parte per iniziare, sin dall’inizio, a socializzare con i miei nuovi compagni, italiani e non; inoltre – mi sono chiesto – “cosa portano gli italiani quando escono con gli amici? “ (Boh, adesso spero di aver capito che occorre presentarsi con qualche cibo o bevanda da condividere). Adesso, pero’, dopo pochi mesi dal mio arrivo  ho incontrato nuove persone grazie allo sport e ai tandem linguistici.

Una cosa che mi ha sorpreso di più quando sono arrivato è che tutti mi chiedono di  Brexit. “Cosa ne pensi Dan? Hai votato per rimanere o uscire? Chi è Niger Farage?”  Per me, come per tanti altri studenti britannici, Brexit è stato uno sbaglio, e speriamo che non produca effetti troppo negativi sul nostro Paese. Ciò nonostante, secondo me, la minaccia di non poter più prender parte, come studenti Inglesi, al programma Erasmus non produrrà l’effetto di bloccare la mobilità studentesca  perché questa esperienza, o un’altra simile, offre l’opportunità di svilupparci come persone autonome e, dunque, in qualche parte del mondo fuori dai nostri confini nazionali andremo comunque sempre a studiare. E così spero facciano gli studenti stranieri verso il nostro Paese.

Nel futuro ho l’ambizione di diventare avvocato, e sono sicuro che se questo  succederà, dovrò ringraziare questo anno di Erasmus. Ho scoperto nuove culture e sono diventato più sicuro di me.

Daniel Abu