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Uno sguardo sulla (crisi in) Spagna

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Uno sguardo sulla (crisi in) Spagna

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Com'è oggi, come sarà domani

Negli ultimi anni, l'espressione più frequente è "crisi economica". Ogni giorno, la si sente pronunciare, o – ancor peggio - la si vive sulla propria pelle.

La crisi economica ha colpito in generale la maggior parte degli Stati europei, generando sfiducia nelle istituzioni comunitarie e nazionali, individuate come responsabili della crisi stessa tant'è che – un po' ovunque, e seppur con diversi risvolti politici - si sono venute a creare correnti di pensiero che vorrebbero rivedere un'Europa divisa in un pulviscolo di Stati nazionali.

Tra gli Stati più colpiti dalla crisi c'è la Spagna, già danneggiata da una forte crisi economica nel 1993, ma che con l'arrivo dell'euro pareva essere riuscita a risollevarsi fino ad arrivare a una nuova fase espansiva, di grande crescita economica, soprattutto nel settore immobiliare.

E poi cosa è accaduto? Da cosa è dipesa questa improvvisa caduta libera, che ha portato nuovamente questo Stato sull'orlo del baratro?
Come spiega il professor Davide De Pietri, docente di Diritto dell'Unione Europea, presso l'Università di Oviedo: "L'improvvisa mancanza di liquidità da parte dell'amministrazione pubblica, è stata una delle cause scatenanti di questa crisi. Sono venuti a mancare i soldi per i tanti investimenti pubblici fatti dopo l'arrivo dell'euro; e questo ha portato numerosissime aziende al fallimento, mentre molta gente ha perso il proprio lavoro. In molto poco tempo si è passato da un 10% a un 25% di disoccupazione."
Il premier iberico Mariano Rajoy, quasi a voler tranquillizzare l'opinione pubblica, ha ripetuto più volte che la crisi è ormai alle spalle, mentre "comincia una nuova tappa di crescita e abbiamo buone speranze per il futuro". E questo grazie anche agli aiuti dati dall'Unione Europea.

Il Banco di Spagna concorda con il Governo e prevede per quest'anno l' inizio di una nuova fase di crescita, che dovrebbe portare, nel 2015, alla creazione di 400.000 mila posti di lavoro.

playa-del-silencio

Ma la realtà è questa? La crisi è davvero finita?
Il numero ufficiale dei disoccupati rimane sopra i 4,8 milioni senza contare tutti coloro che hanno rinunciato a cercare un lavoro.
Per l'ufficio statistiche, il tasso di disoccupazione reale, supera il 26 %, pari, dunque, ad una persona su quattro che è senza lavoro
Questo è in parte dovuto al fatto che è venuto a mancare anche il sistema normativo di tutela dei lavoratori che impediva alle aziende il "licenziamento facile" e che garantiva una forte protezione ai dipendenti pubblici e privati.

E i giovani? Come vivono questa situazione di crisi?
Le offerte di lavoro sono sempre più limitate: non ci sono ormai più concorsi pubblici, fonte - un tempo - di 'lavoro sicuro', a parte quel minimo indspensabile per mandare avanti le amministrazioni, così come scarseggiano le opportunità di lavoro di qualunque altro tipo.
I giovani che stanno studiando per specializzarsi in un determinato ambito si sentono scoraggiati.
Pure dalle opinioni dei ragazzi che stanno per concludere la loro carriera universitaria, si percepisce tutta l'incertezza per questa entrata nel mondo del lavoro che si prospetta per loro sempre più incerta
Anche se in molti ancora non hanno deciso cosa fare "da grandi", la maggior parte non sa se potrà far maturare i frutti del proprio studio nel Paese d'origine o se sarà obbligata a guardare oltre i confini nazionali. Varcare le frontiere costituisce spesso però un adattarsi ad offerte di lavoro disallineate con i propri studi precedenti perché ci sono ambiti di lavoro, come quello giuridico, che sono ampiamente collegati alla formazione giuridica legata al diritto nazionale che per lo più in Spagna si riceve.

Paradossalmente, un velo di speranza traspare più dagli adulti che dai giovani, forse memori del passato neppur troppo remoto sotto la dittatura franchista, mentre i ragazzi che oggi vivono la democrazia qui in Spagna non vedono molte prospettive di futuro: e questo, senza dubbio, accomuna la Spagna e l'Italia.

Traendo spunto dalla crisi, abbiamo chiesto anche Maria Juana Rey Perez, Docente di Diritto Canonico e Matrimoniale presso l'Università di Oviedo: "Come e quanto ha influito la crisi economica, sull'ambito familiare?"
Ovviamente la crisi economica ha influito tantissimo. È una, e forse anche la più forte, causa di vulnerabilità all'interno della famiglia.
In particolare, in molte famiglie, più membri hanno perso il lavoro sicché tali nuclei sono passati da una situazione di stabilità economica a una situazione di indigenza molto forte.
La maggior parte delle famiglie spagnole, negli anni passati, ha contratto ipoteche e si sono indebitate per comprare la propria casa, o per far sviluppare la propria ditta e ora si ritrovano a non poter più far fronte a tali debiti.

playa-di-Aviles

Cosa sta facendo il Governo per aiutare le famiglie a superare questo momento così difficile?
Gli aiuti che ha dato e che dà il Governo sono molto scarsi. Anche perché il primo ad essere in crisi è il Governo stesso.
Ha previsto un aiuto per le imprese in fallimento; una riforma del procedimento concorsuale prevede un sistema di rifinanziamento delle aziende per far sì che si eviti il procedimento fallimentare.
La Spagna è ancora in una fase economica precaria e questo fa sì che il Governo apporti numerosi tagli, ad esempio nel campo dell'istruzione.
Alle famiglie servono aiuti rapidi e questa rapidità lo Stato non può permettersela.
Frequentemente gli aiuti arrivano maggiormente dall'ambito privato, con nonni che si trovano a dover sostenere più di una famiglia, piuttosto che dallo Stato.

Un consiglio che può dare ai giovani spagnoli, e non?
Di approfittare di tutte le possibilità educative che vengono loro date. L'università pubblica è molto economica ed accessibile e cerca di preparare al meglio i giovani al mondo del lavoro, che è sempre più difficile e competitivo.
Quindi approfittare di ogni possibilità per imparare e specializzarsi, credo che sia il consiglio migliore.

Ma questo consiglio vale senz'altro anche per i giovani in Italia.

Dora Mercurio*
studentessa della Laurea Magistrale in Giurispudenza è appena rientrata dopo un semestre trascorso in Spagna in Erasmus.
Le fotografie, da lei stessa scattate, sono la documentazione della sua esperienza.

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